Richiedere la residenza anagrafica o lo svolgimento di attività lavorative in Lombardia per almeno cinque anni come requisito per accedere agli alloggi di edilizia popolare è illegittimo.

 Lo ha dichiarato la Corte Costituzionale con la sentenza n. 44 del 9 marzo 2020: questo requisito non avrebbe alcun nesso con la funzione del servizio pubblico in questione, ossia soddisfare l’esigenza abitativa di chi si trova in una situazione di effettivo bisogno.

Questa sentenza avrà un'importante ricaduta sulle altre Regioni che hanno previsto il medesimo requisito come, ad esempio, il Piemonte, la Toscana o il Trentino Alto Adige: anche se queste Regioni non sono giuridicamente obbligate a modificare le proprie leggi regionali, se non si adegueranno al contenuto della sentenza si esporranno a contenziosi che sicuramente perderebbero

 

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