Vertice a Palazzo Chigi per modificare i decreti Salvini su sicurezza e immigrazione. Ma l’accordo finale non c’è: il Pd parla di “passi avanti” e di “intesa sul metodo”, M5s frena sui permessi umanitari, a voler cambiare radicalmente i provvedimenti sono Leu e Italia viva, e in mezzo, a cercare una mediazione, il premier Conte e il ministro dell’Interno Lamorgese.

Per l’attuale maggioranza, la modifica dei decreti voluti dal leader della Lega durante il governo Conte 1 è un punto irrinunciabile e si farà. Più difficile è trovare una via di mezzo tra l’abolizione delle misure salviniane, le aperture chieste dal Quirinale e il rischio che i nuovi provvedimenti siano percepiti dalla maggioranza dell’opinione pubblica come un cedimento nelle politiche migratorie. Il punto di Mauro Indelicato, direttore di InfoAgrigento.it e collaboratore de ilGiornale.it, dove scrive di politica estera e immigrazione.

 

Che cosa c’è nel dossier del governo?

Il piano proposto dal ministro Lamorgese aspira a smontare o quanto meno ridimensionare la linea sull’immigrazione voluta da Matteo Salvini. E questo rientra nell’ottica della “discontinuità” invocata ad agosto soprattutto dal Pd, al momento della formazione del nuovo esecutivo di Giuseppe Conte.

 

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