Ministero dell’Istruzione ha diramato agli Uffici Scolastici Regionali e alle scuole la circolare predisposta dal Ministero della Salute con le “Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina”.

Non c’è nessuna preclusione a frequentare la scuola per gli studenti che sono arrivati in Italia dalla Cina senza sintomi delcoronavirus.

La circolare, che verrà trasmessa alle direzioni scolastiche, interesserà oltre alle scuole primarie e secondarie, alle università anche le comunità infantili. Riguarderà tutti coloro che sono tornati in Italia dalla Cina e che non presentano sintomi. Stessa indicazione anche per i luoghi di lavoro.

Al fine di uniformare la gestione nell’ambito degli istituti di istruzione di ogni ordine e grado, il ministero dell’Istruzione ha diramato agli Uffici Scolastici Regionali e alle scuole la circolare predisposta dal ministero della Salute.

Coronavirus, il decalogo del ministero
Per gli studenti che non siano rientrati dalla Cina e che non siano stati a contatto con malati, si legge nella circolare, “non sono previste misure specifiche se non quelle mirate a prevenire le comuni infezioni delle vie respiratorie”.

E cioè: lavarsi le mani; coprire le vie aeree quando si tossisce e starnutisce; in caso di utilizzo di fazzolettini di carta, una volta utilizzati, vanno gettati; porre particolare attenzione all’igiene delle superfici; evitare contatti stretti con persone con sintomi simil influenzali. Per gli studenti che sono rientrati dalla Cina nelle ultime 2 settimane, la circolare, oltre alle misure precedenti, prescrive di monitorare la eventuale insorgenza di sintomi come tosse, febbre, difficoltà respiratorie, e, in caso di insorgenza di sintomi chiamare il 1500 o i centri regionali di riferimento; Proteggere le vie aeree con mascherina; Evitare contatti stretti fino alla definizione della situazione sanitaria da parte del personale sanitario.

Per gli studenti ai quali è stato comunicato dall’autorità sanitaria, o che sono venuti in altro modo a conoscenza, di aver effettuato un viaggio insieme ad un paziente nCoV – con qualsiasi tipo di trasporto – e/o di aver coabitato con un paziente nCoV, entro un periodo di 14 giorni, la circolare prescrive: telefonare tempestivamente al 1500 o ai centri di riferimento delle regioni, per le misure di sorveglianza, ove non siano state già adottate dall’autorità sanitaria.

Per gli studenti e i bambini che frequentano i servizi educativi per l’infanzia, le scuole primarie e secondarie, la circolare “suggerisce che gli adulti facenti parte del personale scolastico (docente e non) prestino particolare attenzione a favorire l’adozione di comportamenti atti a ridurre la possibilità di contaminazione con secrezioni delle vie aeree, anche attraverso oggetti (giocattoli, matite, etc.)”.

Così come già segnalato dalla Tecnica della Scuola, la scuola, come tutte le comunità, è un ambiente frequentato da tante persone. Quindi, in teoria, le possibilità di contagio di un virus sono più alte rispetto ad altri contesti.

Va poi ricordato che anche se la presenza di alunni cinesi è abbastanza alta, oltre 53 mila iscritti, su 842.000 alunni complessivi con cittadinanza non italiana, e che in un solo decennio sono raddoppiati, ben l’82% sono nati in Italia: pertanto, si presume che sia davvero residuale il numero di allievi che nell’ultimo periodo si possano essere recati in Cina.

Quando si chiedono consigli per evitare il contagio tra i bambini, li operatori danno, ovviamente, gli stessi consigli dei pediatri: occorre procedere con una corretta igiene delle mani ed evitare il contatto ravvicinato con persone con sintomi influenzali o respiratori. Inoltre, ricordano che non esiste un vaccino per prevenire l’infezione, anche se alcune aziende ci stanno già lavorando.

Leggi la circolare

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