Permesso di soggiorno per vittime di violenza domestica

Il legislatore del d.l. n. 93/2013 ha, inoltre, introdotto nel d.lgs. 286/98 la disposizione dell'art. 18-bis che prevede uno speciale titolo di soggiorno per la persona offesa dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni volontarie, mutilazione degli organi genitali, sequestro di persona, violenza sessuale e stalking.

Il permesso per le vittime di violenza domestica ha la durata legale di un anno (cosi' modificata dall'art. 1 d.l. 113/18, conv. In l. 132/18) ,  e può essere convertito in permesso per lavoro subordinato, per lavoro autonomo e per motivi di studio.

Inoltre, la legge di conversione n. 119/2013 ha previsto  che con la sentenza di condanna o di applicazione pena, anche non definitiva, può essere revocato il permesso di soggiorno e può essere disposta l'espulsione dell'autore del reato.

Da notare, peraltro, che la condanna per alcuni di questi reati (in particolare, maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale) comportava già ex art. 4, comma 4 d.lgs. 286/1998  la revoca automatica del permesso di soggiorno; perciò la norma dell'art.18, comma 4- bis, d.lgs. n. 286/1998,  che introduce la revoca discrezionale del permesso di soggiorno per la persona condannata per reati espressione di violenza domestica, trasformando in discrezionale ciò che in altra disposizione preesistente era già  conseguenza automatica, rischia di diminuire, anziché aumentare, la tutela apprestata alle vittime di questo tipo di reati. 

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